Weekend Food – Roma, Sant’Eustachio: Il miglior caffè del mondo

Roman Food – Bar – Caffè Paradise


C’è il caffè americano, lungo e dolce, perfetto con le salsiccine semi-dolce che mangiano a colazione assieme alle frittelle ricoperte di sciroppo d’acero e magari insaporite con la vaniglia. E c’è il cafè au lait  francese per i croissant al burro, o per sorseggiare accanto ad una fresca, croccante baguette spalmato con marmellata. C’è il caffè tedesco – che funziona come un sostituto di trementina nei casi d’emergenza – cubana, turco, etiope, napoletano, italiano … e poi c’è Sant’Eustachio.Essi in realtà non fanno tanto il caffè quanto un irreale emulsione d’espresso che anche Adria, (lo chef genio e scoccuzzato del ormai chiusa El Bulli,) non sarebbe in grado di emulare. La gente specula da anni su ciò che quelli di Sant’Eustachio aggiungono al loro miscela di checchi macinati che risulta in quella bella, profumata, schiuma cremosa. Albume d’uovo? Una specie di grano? Sodio bicarbonato? Forze qualche meccanismo segreto nelle vecchie macchine da caffè che utilizzano?


O potrebbe essere che continuano ad acquistare i migliori chicchi di caffè sul mercato, che poi vengano arrostiti perfettamente da loro, e che lentamente formano i loro barristas – (Marcello in particolare. E solitamente in dietro la macchina sulla sinistra appena entri, altezza media, ben proporzionato, sui 50, e merita il suo peso in oro, a mio parere, come il miglior barrista del mondo) – fino a quando non hanno il pieno controllo della tecnica corretta per rendere a loro volta il miglior espresso del mondo? Nah, dev’ essere gli albumi. Comunque.

Il bar è a pochi passi dal Pantheon. E se il caffè al bar è buono tutto il giorno, il Pantheon di solito viene confezionato come una scatola di sardine dalle 11:00 in poi. Tanti di quelle sardine poi vanno al caffè dopo le loro visite, aggiungendosi ai politici e alle autiste dei auto blu già seduti o in piedi comodamente a fare un cazzo. Quindi vacci presto al Pantheon eppoi da Sant’Eustachio, prima di quel’onda dei turisti e politici. 

Il bar e dietro e a destra del Pantheon.  Si ti va, poi virare ancora più a destra per dare un’occhiato a San Luigi e una volta entrato dare un’occhiato piu lungo alle opere di Caravaggio nella chiesa. Potresti anche tentare di stare li un bel po ma le sardine, ehm, gruppi di turisti francesi, di solito nuotano per vedere i quadri prima di essere pescati dalle loro guide e trasportati alla piazza davanti al Pantheon. La piazza, una volta più in basso del Pantheon, e stata il luogo di un noto mercato per secoli. Ma secoli di, beh, immondizia, e forse uno o due turisti francesi persi, si sono accumulati e oggi dovrai scendere dalla piazza alle scala d’entrata invece di salire. Comunque.Tornati al bar, dopo il primo sorso di espresso un sorriso sereno apparirà sul tuo viso e probabilmente dimenticherai della discarica di fronte al Pantheon, di Caravaggio e forse quasi tutto il resto del mondo. Ma se dopo che l’avrai preso a cucchiaiate l’ultime gocce di schiuma divina ti decidi di fare una passeggiata, magari in una direzione diversa, ad esempio verso Campo de ‘Fiori, e per caso qualche turista frances ti ferma e ti chiede indicazione per Sant’Eustachio, non darglieli. Punti verso la piazza davanti al Pantheon. Tiene il bar, loro espresso e Marcello per te.

link- caffe: https://www.scientificamerican.com/article/brewing-a-great-cup-of-coffee-depends-on-chemistry-and-physics/?utm_source=facebook&utm_medium=social&utm_campaign=sa-editorial-social&utm_content&utm_term=chemistry_partner_text_free


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