thursday essay: old notes: rome: la velocita dei romani a passeggio

Straordinario, la velocità con cui i Romani maschi benestanti, in genere, riescono a passeggiare. Nel tempo in cui attraversano quei 50 metri al caffè, in genere, e possibile che 2 guerre regionali iniziano e finiscano, l’Italia avrà vinto un’altra volta i mondiali, l’Europa politica si sarà sciolta e riformata, i ricercatori avranno travato una cura per la calvizie e perfino che i continenti dell’Africa e Europa si saranno avvicinati 341.9 metri. A parte il secondo e per alcuni il penultimo, non e che ai Romani importano più di tanto.

   

E comprensibile. Le giornate sono spesso perfette, la città e deliziosa, le donne belle, così e dolce fare niente. A New York si cammina dritto, anche perché c’e una frega di chilometri da coprire, tanto da fare; a Milano non vanno così veloce ma camminano, teste basse, sguardi concentrati; a Istanbul escono per strada tardi, con schiene diritte, occhi aperti, ritmi musicali che anticipano il futuro e riverberano contro la vecchia melanconia nei veicolo più piccoli; a Londra sono…Inglesi, non vanno ne tanto piano (tranne quando non hanno un posto dove andare,) ne tanto veloce (tranne quando devono fare qualcosa) – ma non corrono mai.


   Il problema di Roma e che i marciapiede sono strette, e così si ti capitano indietro a due uomini, o uno con una sua giovane ‘amica’, che stanno avidamente praticando il loro diritto a fare niente, sei fregato. Non si spostano. Se chiedi con discrezione a loro di spostarsi fanno finta di non sentire. Se sei una donna con i tacchi alti, beh, le strada di pavé’ hanno dei buchi così larghi e profondi che anche se riesci a infilarti dentro e passare attraverso quei 2 centimetri tra le macchine e i motorini parcheggiati dappertutto, e probabile che, scivolando tra due sampietrini, finisci a sparire sotto il pavimento, attraversi la terra e finisci per uscire in qualche campagna cinese.

   Ed ecco il problema metaforico. Non e male fare niente, anzi. Pero i maschi di Roma non permettano altri di camminare più velocemente. Bisogna allargare i marciapiedi.

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